Uomo spazzatura Show #1


tratto da “Il teatro decomposto o Uomo Pattumiera” di Matei Vișniec

adattamento e regia di Letteria Giuffrè Pagano
con Umberto Fabi, Simone Martini e Tazio Torrini

Una grossa poltrona gonfiabile verde mela è al centro della scena, sul fondo uno schermo bianco.
Il pubblico è accolto al suo ingresso in sala da due eleganti uomini con l’auricolare: il presentatore intervista ospiti di vario tipo: l’uomo chiuso per tutta la vita in un cerchio, il corridore che non può più fermarsi, l’uomo pattumiera, il domatore, l’illusionista che fa sparire il mondo; persino i messaggi promozionali della macchina lava-cervelli, non danno respiro.

I testi raccolti ne “Il teatro decomposto o l’Uomo pattumiera” si riferiscono con straordinaria lucidità e ironia alla dittatura del Potere nelle sue varie forme


L’uomo-pattumiera è l’emblema di una società che non identifica più l’umano nelle sue qualità naturali ma in quanto materiale di consumo, soggetto ideale per torture psicologiche e fisiche umilianti da parte di regimi di ieri e di oggi. Alla deriva in un mondo da ricomporre e senza una propria identità, l’uomo oscilla tra momenti di riflessività e l’allucinata esibizione di rituali svuotati di senso.

Il teatro innovativo di Visniec fa emergere dalla sua polifonia modulare motivi surrealisti che instaurano dialoghi intertestuali con alcuni procedimenti delle avanguardie artistiche del Novecento. Oltre alle modalità espressive, che conducono a riflettere sulla condizione del teatro stesso, la “decomposizione”/la disgregazione coinvolge la vita stessa, l’uomo, il suo corpo e le proprie difese, private e sociali. “Il teatro decomposto” è l’immagine riflessa dell’uomo disumanizzato. Lungi dal pronunciare giudizi morali, l’autore ci mette in guardia e ci invita a riflettere lucidamente.

foto di Simone Buono

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foto di Simone Buono

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